Studio di psicologia · Bologna

Uno spazio in cui fermarsi, e lasciare entrare un po' di luce.

Dott.ssa Giulia Laddomada

Psicologa – Psicoterapeuta in formazione sistemico-relazionale a Bologna

Vilhelm Hammershøi, Raggi di sole: una stanza silenziosa attraversata da fasci di luce che entrano da una finestra
Vilhelm Hammershøi · Raggi di sole, 1900
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Ogni persona vive dentro una rete di relazioni: la famiglia, la coppia, il lavoro, gli affetti.

A volte, quando qualcosa si inceppa, è proprio da lì che conviene ripartire.

Offro uno spazio di ascolto e di lavoro condiviso per adulti, giovani adulti, coppie e famiglie che attraversano un momento di difficoltà o di cambiamento.

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Chi sono

«Siamo fatti dei legami che ci attraversano. È da lì che si può ripartire.»

Vincent van Gogh · Mandorlo in fiore, 1890 · Van Gogh Museum, Amsterdam

Ritratto della Dott.ssa Giulia Laddomada
Giulia LaddomadaAlbo Psicologi Emilia-Romagna n. 10638
Il mio percorso

Ascoltare le persone dentro le loro relazioni

Sono una psicologa iscritta all'Albo degli Psicologi dell'Emilia-Romagna (n. 10638) e mi sto formando come psicoterapeuta ad indirizzo sistemico-relazionale.

Mi sono laureata in Psicologia Forense e Criminologica presso l'Università degli Studi di Torino, con una tesi sulle separazioni genitoriali ad alta conflittualità e sulle loro ripercussioni sui figli: un tema che ha orientato fin da subito il mio interesse per le relazioni familiari.

La mia formazione in psicoterapia sistemico-relazionale si svolge presso l'Istituto di Terapia Familiare (ITF) di Bologna. Ho conseguito il I livello di formazione in EMDR presso l'Associazione per l'EMDR in Italia e sto proseguendo il percorso con il II livello.

Oltre all'attività in studio, ho collaborato con la Fondazione Policlinico Sant'Orsola, dove ho condotto gruppi di supporto, e lavoro come consulente tecnico per la Procura della Repubblica di Bologna, occupandomi in particolare di minori.

Nel tempo ho svolto anche attività di volontariato, in Italia e in Africa, che hanno arricchito il mio modo di stare accanto alle persone.

  • Università di TorinoLaurea in Psicologia Forense e Criminologica
  • ITF BolognaFormazione in psicoterapia sistemico-relazionale
  • EMDR ItaliaI livello conseguito, II livello in corso
  • Procura di BolognaConsulente tecnico, ambito minorile

Iscrizione verificabile sull'Albo dell'Ordine degli Psicologi dell'Emilia-Romagna, n. 10638.

01Percorsi
Caspar David Friedrich, Viandante sul mare di nebbia: un uomo di spalle su una roccia osserva un paesaggio avvolto dalla nebbia

Caspar David Friedrich · Viandante sul mare di nebbia, 1818 circa · Hamburger Kunsthalle

Psicoterapia individuale

«Prendersi cura di sé inizia dal concedersi uno spazio.»

C'è un momento, nella vita di ognuno, in cui ci si ferma e davanti a sé si vede soltanto nebbia. Non si distingue più il sentiero, non si capisce dove si stia andando, a volte nemmeno come si sia arrivati fin lì.

Il viandante di Friedrich ci volta le spalle: non vediamo il suo volto, ma vediamo il punto da cui sta guardando. È da lì che parte il percorso individuale. Non per dissolvere la nebbia in fretta, ma per imparare a orientarsi dentro di essa.

Nell'approccio sistemico-relazionale, chi arriva in terapia da solo non è mai un viandante senza storia. Alle sue spalle ci sono i sentieri percorsi con altri: la famiglia, gli affetti, gli incontri che hanno lasciato un segno. Ripercorrerli insieme aiuta a comprendere il senso del proprio malessere e a riconoscere le risorse su cui contare.

A poco a poco la nebbia si dirada, e il paesaggio torna a mostrare nuove strade possibili.

Quando può aiutare

  • momenti di ansia, tristezza o confusione
  • crisi personali, lutti, separazioni
  • difficoltà nelle relazioni affettive, familiari o lavorative
  • fasi di passaggio: uscire di casa, diventare genitore, cambiare lavoro o città
  • il desiderio di conoscersi meglio e capire alcuni schemi che si ripetono

Come si svolge

Il primo colloquio serve a conoscerci e a mettere a fuoco la tua richiesta. Insieme definiamo obiettivi e frequenza degli incontri, di solito settimanale o quindicinale. Nel percorso possono essere utilizzati anche strumenti come il genogramma, una sorta di "mappa" della propria famiglia attraverso le generazioni, e immagini o fotografie, che aiutano a raccontarsi in modo diverso dalle sole parole.

02Percorsi
Claude Monet, Il ponte giapponese: un ponte in legno ad arco sopra uno stagno di ninfee

Claude Monet · Il ponte giapponese, 1899 · Princeton University Art Museum

Terapia di coppia

Un ponte costruito tra due rive.

Una coppia è come un ponte costruito tra due rive. Ognuna ha il proprio terreno, fatto di storia familiare, abitudini, modi di amare e di litigare imparati molto prima di incontrarsi.

Quando il ponte comincia a scricchiolare, è facile cercare il colpevole sull'altra sponda. La terapia di coppia propone un movimento diverso: fermarsi al centro e osservare insieme come il ponte è stato costruito, quali pilastri reggono ancora e quali hanno bisogno di cura.

Il mio compito non è dare ragione all'uno o all'altra, ma aiutare entrambi a vedere la relazione come qualcosa che appartiene a tutti e due, e che insieme si può riparare, trasformare oppure, quando è necessario, lasciare andare nel modo più rispettoso possibile.

Quando può aiutare

  • litigi frequenti o, al contrario, silenzi e distanza
  • difficoltà di comunicazione
  • crisi legate a un tradimento o a una perdita di fiducia
  • momenti di cambiamento: convivenza, matrimonio, nascita di un figlio, figli che lasciano casa
  • difficoltà nell'intimità
  • dubbi sul proseguire la relazione, o il bisogno di separarsi nel modo meno doloroso possibile, soprattutto se ci sono figli

Come si svolge

Gli incontri si svolgono con entrambi i partner, generalmente ogni due o tre settimane, per lasciare il tempo di sperimentare a casa ciò che emerge in seduta. In alcuni momenti del percorso possono essere previsti anche colloqui individuali.

03Percorsi
Gustav Klimt, L'albero della vita: un albero dai rami a spirale dorati

Gustav Klimt · L'albero della vita, cartone per il fregio di Palazzo Stoclet, 1910–11 · MAK, Vienna

Terapia familiare

Radici comuni, rami che cercano ognuno la propria luce.

Penso spesso alla famiglia come a un albero. Ha radici che affondano nelle generazioni passate, un tronco comune e rami che crescono in direzioni diverse, ognuno alla ricerca della propria luce.

Quando un ramo soffre, il segnale non riguarda solo lui: è la stessa linfa che scorre in tutto l'albero. Per questo, nella terapia familiare, il disagio di un figlio, di un genitore o di un'intera fase di vita viene accolto come qualcosa che parla di tutti.

Incontrarsi insieme permette di dare voce a ciascuno, anche a chi di solito resta in silenzio, di riscoprire le risorse che la famiglia già possiede e di trovare nuovi equilibri. Non si tratta di potare, ma di aiutare la linfa a circolare di nuovo.

Quando può aiutare

  • difficoltà di un figlio, bambino o adolescente, a scuola, nel comportamento, nelle emozioni
  • conflitti frequenti tra genitori e figli
  • separazioni e divorzi, famiglie ricomposte
  • lutti, malattie o eventi difficili che coinvolgono tutta la famiglia
  • fasi di passaggio: l'adolescenza, l'uscita di casa dei figli, l'arrivo di un nuovo membro
  • incomprensioni e distanze tra fratelli o tra generazioni

Come si svolge

Di solito il primo contatto avviene con uno o entrambi i genitori. Insieme si decide chi coinvolgere negli incontri, che si tengono generalmente ogni due o tre settimane. Durante il percorso possono essere previsti anche incontri solo con i genitori, con i figli o con una parte della famiglia.

Mary Cassatt, Il bagno del bambino: una madre lava i piedi alla figlia in grembo
Mary Cassatt · Il bagno del bambino, 1893
Anche

Sostegno alla genitorialità

Essere genitori è uno dei compiti più belli e più difficili. Il sostegno alla genitorialità è uno spazio per mamme e papà, anche separati, che vogliono confrontarsi su dubbi, difficoltà educative, cambiamenti dei figli o sulla gestione della cogenitorialità dopo una separazione. Non si tratta di ricevere "istruzioni", ma di ritrovare fiducia nelle proprie competenze.

04Metodo
Katsushika Hokusai, La grande onda di Kanagawa: un'onda altissima sospesa sopra tre barche, con il Monte Fuji sullo sfondo

Katsushika Hokusai · La grande onda di Kanagawa, 1830–32 circa · dalle Trentasei vedute del Monte Fuji

EMDR

Un'onda sospesa, che sembra sempre sul punto di travolgerci.

Alcune esperienze si fermano dentro di noi come un'onda sospesa, che sembra sempre sul punto di travolgerci. Passano gli anni, eppure basta un odore, una parola, un'immagine perché quel momento torni vivo, con le stesse emozioni di allora.

L'EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è un metodo psicoterapeutico riconosciuto a livello internazionale, raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per il trattamento del trauma. Attraverso una stimolazione bilaterale, come i movimenti oculari o il tapping alternato, aiuta la mente a rielaborare i ricordi rimasti "bloccati", in modo che possano trovare il loro posto nel passato.

Il ricordo non si cancella, ma smette di sommergere: l'onda si può finalmente guardare dalla riva.

Quando può aiutare

  • esperienze traumatiche, recenti o lontane nel tempo
  • incidenti, lutti, malattie, interventi medici
  • ansia, attacchi di panico, fobie
  • esperienze di violenza o di maltrattamento
  • ricordi dolorosi che continuano a pesare sul presente

Come si svolge

L'EMDR non è una terapia a sé, ma si inserisce all'interno del percorso psicoterapeutico. Prima di utilizzarlo si dedica tempo a conoscere la storia della persona e a costruire insieme le risorse e la sicurezza necessarie. Il numero di sedute varia in base alla situazione e agli obiettivi condivisi.

Ambito giuridico-forense

Al servizio della giustizia, dalla parte dei minori

Vilhelm Hammershøi, Porte aperte: una sequenza di stanze vuote con le porte bianche spalancate
Vilhelm Hammershøi · Porte aperte, 1905 · Davids Samling, Copenaghen

Grazie alla formazione in psicologia forense, collaboro con la Procura della Repubblica di Bologna come consulente tecnico, in particolare per:

  • audizioni protette di minori
  • valutazioni psicologiche in ambito minorile
  • attività di ausiliario del Consulente Tecnico d'Ufficio
Domande frequenti

Prima di iniziare

Le risposte alle domande che mi vengono rivolte più spesso, prima di un primo incontro.

I

Il percorso

01Chi è la Dott.ssa Giulia Laddomada?

Giulia Laddomada è una psicologa a Bologna, iscritta all'Albo degli Psicologi dell'Emilia-Romagna con il numero 10638, in formazione in psicoterapia ad indirizzo sistemico-relazionale presso l'Istituto di Terapia Familiare (ITF) di Bologna. Si occupa di percorsi individuali, di coppia e familiari, di sostegno alla genitorialità ed EMDR (I livello). Collabora inoltre con la Procura della Repubblica di Bologna come consulente tecnico in ambito minorile.

02Cosa significa approccio sistemico-relazionale?

L'approccio sistemico-relazionale guarda alla persona dentro le relazioni che la circondano: la famiglia d'origine, la coppia, il lavoro, gli affetti. Il malessere non viene letto come un problema solo individuale, ma anche come un segnale di come funzionano questi legami. Per questo si lavora sia con la singola persona sia, quando serve, con la coppia o con la famiglia, usando strumenti come il genogramma.

03Qual è la differenza tra psicologo e psicoterapeuta?

Lo psicologo è laureato in psicologia, ha superato l'esame di Stato ed è iscritto all'Albo: può fare colloqui di sostegno, valutazioni e consulenze. Lo psicoterapeuta ha completato in più una scuola di specializzazione quadriennale riconosciuta. La Dott.ssa Laddomada è psicologa e sta completando la specializzazione in psicoterapia sistemico-relazionale presso l'ITF di Bologna.

04Come si svolge il primo colloquio?

Il primo colloquio serve a conoscersi e a mettere a fuoco la richiesta: cosa ti porta, cosa sta succedendo e cosa vorresti cambiare. Non serve prepararsi. Alla fine si valuta insieme se ha senso iniziare un percorso, con quali obiettivi e con quale frequenza.

05Ogni quanto ci si vede e quanto dura un percorso?

Nei percorsi individuali gli incontri sono di solito settimanali o quindicinali; nella terapia di coppia e familiare generalmente ogni due o tre settimane, per lasciare il tempo di sperimentare a casa ciò che emerge in seduta. La durata complessiva non è fissa: dipende dalla richiesta e dagli obiettivi condivisi, e viene rivista insieme lungo il percorso.

II

Coppia, famiglia, EMDR

06Quando è utile una terapia di coppia?

La terapia di coppia può aiutare quando i litigi sono frequenti o, al contrario, prevalgono silenzi e distanza; dopo un tradimento o una perdita di fiducia; nei momenti di cambiamento come la convivenza, la nascita di un figlio o l'uscita di casa dei figli; quando ci si chiede se proseguire la relazione, o quando si desidera separarsi nel modo meno doloroso possibile, soprattutto se ci sono figli.

07Chi partecipa alla terapia familiare?

Di solito il primo contatto avviene con uno o entrambi i genitori, e insieme si decide chi coinvolgere: tutta la famiglia, solo i genitori, i figli o una parte del nucleo. Bambini e adolescenti vengono accolti all'interno del lavoro con la famiglia. Anche i genitori separati possono rivolgersi al sostegno alla genitorialità per gestire insieme la cogenitorialità.

08Cos'è l'EMDR e a cosa serve?

L'EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è un metodo riconosciuto a livello internazionale e raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per il trattamento del trauma. Attraverso una stimolazione bilaterale, come i movimenti oculari o il tapping alternato, aiuta a rielaborare ricordi dolorosi rimasti "bloccati". Non è una terapia a sé, ma si inserisce all'interno di un percorso psicologico, dopo aver costruito insieme le risorse e la sicurezza necessarie.

09Si occupa di consulenze in ambito giudiziario?

Sì. Grazie alla formazione in psicologia forense, la Dott.ssa Laddomada collabora con la Procura della Repubblica di Bologna come consulente tecnico, in particolare per audizioni protette di minori, valutazioni psicologiche in ambito minorile e attività di ausiliario del Consulente Tecnico d'Ufficio.

III

Informazioni pratiche

10Dove riceve la Dott.ssa Laddomada?

Riceve nel suo studio a Bologna. Per informazioni sull'indirizzo e sugli orari puoi chiamare il 338 668 6762 o scrivere a giulialaddomada@gmail.com.

11Quanto costa una seduta?

Il costo viene concordato al primo colloquio, in base al tipo di percorso: individuale, di coppia o familiare.

12Le sedute dallo psicologo sono detraibili?

Sì. Le prestazioni psicologiche rese da uno psicologo iscritto all'Albo sono spese sanitarie detraibili nella dichiarazione dei redditi, senza bisogno di prescrizione medica. Per la detrazione è necessario il pagamento tracciabile.

13Come si prenota il primo colloquio?

Puoi chiamare o scrivere su WhatsApp al 338 668 6762, oppure mandare una email a giulialaddomada@gmail.com: riceverai una risposta per fissare insieme il primo incontro.

14Esistono anche servizi pubblici a Bologna?

Sì. A Bologna l'AUSL offre i Consultori familiari, lo Spazio Giovani per ragazze e ragazzi dai 14 ai 19 anni, la Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza (NPIA) e i Centri di Salute Mentale per gli adulti; il Comune ha inoltre un Centro per le Famiglie. Un percorso privato e i servizi pubblici possono anche affiancarsi.

15Cosa fare in caso di emergenza?

Lo studio non è un servizio di emergenza. Se tu o qualcuno vicino a te siete in pericolo, chiama subito il 112 o rivolgiti al Pronto Soccorso più vicino. Se senti il bisogno di parlare con qualcuno subito, puoi chiamare Telefono Amico Italia allo 02 2327 2327.

Vincent van Gogh, Campo di grano con cipressi: un campo dorato sotto un cielo mosso da nuvole
Contatti

Iniziamo da un primo colloquio

«Abbi pazienza verso tutto ciò che è irrisolto nel tuo cuore»Rainer Maria Rilke

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Vincent van Gogh · Campo di grano con cipressi, 1889 · National Gallery, Londra

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